- 6 Gennaio 2018
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Festa Epifania e Befana storia origini curiosità
PAROLA CHIAVE PRINCIPALE
epifania befana
SOTTOTITOLO
Le origini storiche dell’Epifania e della figura della Befana
RIASSUNTO
Le antiche e curiose origini storiche della festa dell’Epifania e della figura della Befana
TESTO
“L’Epifania tutte le feste le porta via” recita questa breve filastrocca popolare ed effettivamente con il 6 di gennaio si chiudono tutte le celebrazioni natalizie e quelle di Capodanno iniziate già dal giorno dell’Immacolata l’8 dicembre quando nelle case si preparano alberi e presepi.
La celebrazione dell’Epifania è una festa cristiana che cade il 6 gennaio per le chiese occidentali e quelle orientali che seguono il calendario gregoriano mentre viene celebrata il 19 gennaio da quelle che seguono il calendario giuliano. Il termine “Epifania” deriva dal greco antico e significa “manifestazione”, “apparizione divina”, “venuta” e si riferisce all’apparizione di Gesù bambino all’umanità rappresentata dalla visita dei tre Re Magi nel Cristianesimo occidentale e dal battesimo nel Cristianesimo Orientale.
Il termine Magi deriva dal greco di magos, il titolo attribuito ai sacerdoti dello Zoroastrismo, religione tipica dell’Impero persiano. Magio non era però sinonimo di mago, quanto piuttosto di dotto in astrologia e astronomia, a proposito pensiamo che è proprio una stella a condurre i Magi da Gesù.
Il fatto che i Re Magi fossero tre così come il fatto che si chiamassero Melchiorre, Baldassare e Gaspare fu introdotto dalla Chiesa solamente nel Medioevo. I Vangeli e la Bibbia non danno i indicazioni precise sul numero e l’identità dei Magi, sembra che furono scelti nomi diffusi all’epoca tra i sovrani indoeuropei e la Persia.
“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana: Viva, viva la Befana!” Di questa filastrocca ne esistono almeno dodici versioni con l’ultima strofa differente; ma chi è la Befana questa brutta ma simpatica vecchietta che, volando sul manico di una scopa, porta dolciumi in dono ai bambini la notte dell’Epifania?
Anche qui le origini vanno ricercate in antichi riti pagani propiziatori legati ai cicli della natura che si rifanno al raccolto dell’anno passato pronto per rinascere e al culto del dio persiano Mitra e altri culti come quello celtico, che sono legati all’inverno boreale.
Gli antichi Romani associarono poi queste celebrazioni al loro calendario festeggiando il periodo tra la fine dell’anno solare e la ricorrenza del Sol Invictus, un appellativo religioso usato per diverse divinità nel tardo Impero romano. La dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura.
I Romani credevano che in queste dodici notti, che rappresentano i dodici mesi del calendario romano, figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti.
Questa figura femminile, secondo alcune fonti storiche, fu identificata in Diana, la dea lunare non solo legata alla cacciagione, ma anche alla vegetazione, mentre secondo altri fu associata a una divinità minore chiamata Sàtia, dea della sazietà, oppure Abùndia, dea dell’abbondanza.
Un’altra corrente di pensiero collega la Befana ad una antica festa romana invernale in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine “strenna”) durante la quale ci si scambiavano doni. La Befana potrebbe derivare anche da alcune figure importate della mitologia germanica, come ad esempio Holda e Berchta, sempre come una personificazione al femminile della stessa natura invernale.
A partire dal IV secolo d.C., la Chiesa di Roma, come al solito, iniziò a condannare tutti riti e le credenze pagane. Ma non esistendo religione così potente da eliminare del tutto gli antichi archetipi dell’uomo, si originarono molte personificazioni, che portarono, a partire dal Basso Medioevo, alla figura della Befana che è entrata nell’immaginario collettivo odierno, il cui aspetto, benché benevolo, fu chiaramente associato a quella di una strega.
La Befana vola su una scopa, antico simbolo che, da rappresentazione della purificazione delle case, e delle anime, in previsione della rinascita della stagione poi ritenuto strumento di stregoneria.
Tradizione vuole che nella calza della Befana ci siano dolciumi per i bambini buoni e carbone per quelli che non si sono comportati bene. Il carbone, antico simbolo rituale dei falò, inizialmente veniva inserito insieme ai dolci, in ricordo del rinnovamento stagionale, ma anche dei fantocci bruciati. La morale cattolica nei secoli successivi ha trasformato il significato del carbone in una punizione per i soli bambini che si erano comportati male durante l’anno precedente.
Esiste anche la leggenda cristiana della Befana pentita che risale al XII secolo. Secondo questa storia i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una signora anziana. La donna diede le informazioni richieste ma non seguì i tre Magi a far visita al piccolo, nonostante le insistenti richieste. Poi in seguito, si pentì di non aver seguito i Re Magi e, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa per cercarli, ma non li trovò. Così si fermò a ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora gira il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
In Francia, l’ Epifania è detta Le Jour des Rois (il giorno dei re) o la Fête des Rois. Dolce tipico di questo giorno è La galette des Rois (torta dei re) rotonda, piatta, ripiena di marzapane e di una fève (fava): chi riesce a trovarla diventa re o regina per l’intera festa.
In Spagna , i bambini riempiono le scarpe di paglia o di grano per far mangiare gli stanchi cammelli dei Re Magi e le appendono sui balconi o davanti la porta di casa. Il giorno dopo trovano biscotti, caramelle oppure regali al posto della paglia e del grano.
I tre Re Magi, secondo la tradizione spagnola, portano ciascuno doni differenti: Gaspare i giocattoli, Melchiorre i gingilli e Baldassarre il carbone.
In altri paesi latino-americani il Dia de los Reyes Magos è il giorno in cui i Re Magi e non Babbo Natale portano i regali per i bambini . Per cui la lettera a Babbo Natale diventa quella ai Re Magi.
In Germania, specie in Baviera, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio , i ragazzi girano segnando le case con la scritta “KMB”, acronimo dei nomi dei tre magi e il numero dell’anno in corso, per dare il benvenuto ai magi e ricevere prosperità per tutto l’anno.
Gian Luca Marino
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L’Epifania tutte le feste le porta via