- 14 Marzo 2017
- Posted by: amministratore
- Categoria: Il Commercio

Il consumo di carne, di questi tempi, sta diventando sempre più un tabù.
Prezzi non proprio popolari, scelte alimentari orientate ad un consumo minore, stili e abitudini di vita che prediligono l’eliminazione dalla dieta quotidiana delle carni.
Certo però che lo sfrigolio della carne sulla griglia, un buon filetto cucinato come si deve e magari del pollo con la pelle croccante arrostita, tanto per fare degli esempi, attirano ancora un buon numero di estimatori.
I vercellesi sono grandi consumatori di carne?
A sentire Claudio Limberti, titolare della Bottega della Carne in via Cavalcanti a Vercelli, si direbbe proprio di no.
“Il consumo di carne – spiega Limberti – è calato a livello nazionale ma Vercelli non è mai stata una piazza dove si sono registrati grandi consumi”.
Anche le abitudini quotidiane cambiano, come le famiglie.
“Essendo mutato – osserva Limberti – il tessuto sociale della famiglia vecchio stampo, sono venuti meno momenti tradizionali come il pranzo della domenica dove di solito si consumava carne. Oggi esistono tre categorie di consumatori: chi non è capace cucinare, chi non ha tempo e chi non ha voglia”.
Ma allora a Vercelli, anche se si consuma poca carne, quali sono i tagli che vanno per la maggiore?
“I clienti chiedono molto filetto, sottofiletto e carne battuta a coltello. Anche gli hamburger vanno molto perché, essendo molto teneri, piacciono a bambini ed anziani e poi sono veloci da preparare. Per pranzi e cene importanti vanno invece per la maggiore sempre la battuta, la tagliata ma anche costate e molto i salumi”.
In che periodo dell’anno si consuma più carne?
“Sicuramente – conclude Limberti – si consuma più carne nel periodo che va dall’autunno fino a Pasqua mentre nel periodo primaverile ed estivo, quando inizia il caldo, la richiesta è molto minore”.
L’articolo Vercelli: #VEGANI vs #CARNIVORI? Parliamone con un macellaio sembra essere il primo su Il Commercio.
Source: Il Commercio
{$excerpt:n}
Vercelli: #VEGANI vs #CARNIVORI? Parliamone con un macellaio