NUOVE DISPOSIZIONI IN TEMA DI SALARIO GIUSTO. CONFERMATA LA CENTRALITÀ DEI CONTRATTI DI LAVORO DI CONFCOMMERCIO
- 11 Maggio 2026
- Posted by: Andrea Barasolo
- Categoria: In evidenza
NUOVE DISPOSIZIONI IN TEMA DI SALARIO GIUSTO.
CONFERMATA LA CENTRALITÀ DEI CONTRATTI DI LAVORO DI CONFCOMMERCIO
DECRETO “PRIMO MAGGIO” – Nuove disposizioni in materia di “salario giusto”.
Il Decreto “Primo maggio” rappresenta il risultato dell’’azione svolta negli ultimi mesi da Confcommercio nella lotta ai “contratti pirata” e nella valorizzazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative (ricordiamo che Confcommercio è la più grande associazione datoriale italiana, con oltre 700.000 imprese rappresentate e i suoi contratti di lavoro sono i più applicati in Italia).
Il provvedimento infatti non introduce un salario minimo legale unico valido per tutti i settori, ma attribuisce particolare centralità ai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
La Presidente del Consiglio Meloni ha riconosciuto: “Per noi il parametro di riferimento per definire il salario giusto è quello dei contratti collettivi nazionali stipulati dalla organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà diritto incentivi pubblici sul lavoro. Il governo vuole vincere la sfida del lavoro di qualità“.
Con il Decreto-Legge 30 aprile 2026 n. 62, entrato in vigore il 1° maggio 2026, il Governo è intervenuto quindi sul tema delle retribuzioni dei lavoratori, introducendo nuove misure volte a rafforzare il principio del cosiddetto “salario giusto” e a contrastare fenomeni di dumping contrattuale.
Alla luce delle nuove disposizioni, i datori di lavoro sono tenuti a garantire trattamenti economici non inferiori a quelli previsti dai CCNL di riferimento maggiormente rappresentativi, nel rispetto dei principi sanciti dall’art. 36 della Costituzione.
Tra gli aspetti di maggiore rilievo del decreto si segnalano:
- il rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva nazionale quale parametro di riferimento per la determinazione della retribuzione adeguata;
- l’introduzione di maggiori controlli in materia di corretta applicazione dei contratti collettivi;
- nuove misure di trasparenza relative all’indicazione del CCNL applicato
- meccanismi di adeguamento salariale nei casi di mancato rinnovo dei contratti collettivi per periodi prolungati;
- il collegamento tra il rispetto del trattamento economico previsto dai CCNL rappresentativi e l’accesso a benefici contributivi, incentivi e agevolazioni pubbliche.
L’applicazione di un CCNL sottoscritto da associazioni datoriali e organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale costituisce quindi elemento fondamentale per garantire la conformità ai principi introdotti dal Decreto-Legge n. 62/2026, riducendo il rischio di contestazioni in materia retributiva, ispettiva e contributiva.